Costi spesso inesistenti e comodità di utilizzo costituiscono i motivi principali per attivare un servizio di home banking. Con questa parafrasi inglese si indica quella particolare tipologia di conti correnti cui si può accedere in remoto e che consentono di eseguire operazioni senza la necessità di recarsi fisicamente presso una filiale della banca. Basta utilizzare il proprio PC e accedere alla Rete per controllare in autonomia estratti conto, accrediti, addebiti ed eseguire tutte le azioni collegate alla gestione del proprio risparmio, evitando così le code allo sportello.
I servizi di home banking si dividono in quelli, cosìdetti, "puri" e in quelli "multicanale". I primi sono accessibili soltanto tramite il proprio account Internet, attivato presso una banca on-line.
I secondi costituiscono invece una sorta di servizio aggiuntivo collegato al proprio contro tradizionale, aperto presso la filiale di una banca, e consentono all'intestatario di gestire il denaro anche "a distanza", e, quindi senza doversi necessariamente rivolgere allo sportello dell'istituto bancario. Entrambe queste tipologie offrono agli utenti numerosi vantaggi: su tutti, costi di gestione azzerati e una serie di operazioni gratuite.L'unica spesa fissa prevista per i servizi di home banking è il pagamento del bollo statale annuale (34,2 euro) obbligatorio per tutti i conti correnti. Fino a qualche anno fa i conti "puri" avevano anche un altro punto di forza, ovvero quello di offrire un tasso di interesse altamente remunerativo tanto da trasformare quello che dovrebbe essere un semplice servizio per il transito del denaro in una forma di investimento. Oggi non è più così. Il tasso dei conti correnti è infatti determinato dal "costo del denaro", cioè l'interesse che le banche pagano all'istituto che emette moneta (nell'area UE è la Banca Centrale Europea). Più questo aumenta, più è probabile che il tasso di interesse dei conti possa aumentare: se scende, il tasso d'interesse cala vertiginosamente.Per fronteggiare la crisi economica, favorire la circolazione del denaro e promuovere gli investimenti, la Banca Centrale Europea ha abbassato il costo del denaro (tecnicamente chiamato "tasso ufficiale di sconto") all'1%. Si tratta di una percentuale addirittura minuscola se raffrontata a quella vigente anche solo qualche anno fa: agli inizi del 2008 il costo dell'Euro era del 4%! Di conseguenza, anche i tassi di interessi applicati dalle banche ai conti correnti si sono fortemente ridotti. Se però i conti on-line puri non sono remunerativi più tanto, rimangono molto economici. Secondo il World Retail Banking Report 2009 - la ricerca annuale realizzata da Unicredit, Cap Gemini ed European Financial Management & Marketing Association-l'utente UE che utilizza il Web per eseguire operazioni bancarie risparmia in media 31 euro all'anno rispetto a quello che si rivolge in prevalenza allo sportello.Sempre secondo il medesimo report,nell'aerea comunitaria un conto corrente escusivamente on-line ha un costo annuale di 61,8 euro,mentre uno multicanale che preveda anche la disponibilità dei servizi offerti "fisicamente"in filiale costa 78,1 euro.